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Chiassai: "Dalla Regione 2 milioni per l'assistenza ai migranti senza permesso. Gravi ricadute per i cittadini"

Il sindaco di Montevarchi contro la proposta di legge della giunta regionale: "Ormai si difendono solo interessi di parte e non quelli delle fasce più deboli delle cittadinanza"

Silvia Chiassai

“La Regione Toscana decide di stanziare 2 milioni di euro per l'assistenza ai migranti – afferma il sindaco Chiassai Martini. La proposta di legge fortemente voluta dal presidente Rossi e dalla sua giunta avrà lo scopo di salvaguardare chi sarà senza permesso di soggiorno e di tutelare il "terzo settore", ossia quelle cooperative sociali che da anni gestiscono, spesso come un business, un sistema di accoglienza che ha prodotto ripercussioni in termini di sicurezza e di costi sociali. Nei giorni scorsi la commissione sanità del consiglio regionale è stata convocata con urgenza per votare, prima possibile, questa nuova norma. Non bastava il ricorso alla Consulta annunciato dalla Regione contro il Decreto legge “Sicurezza”, si arriva addirittura a una sorta di contro- legge, tirando in ballo competenze di livello regionale, senza valutare le conseguenze sui Comuni e sui cittadini. Una proposta di legge che vede una forte presa di posizione dei gruppi di opposizione per la preoccupazione sui contenuti. La Regione ha elaborato alcune modifiche alle sue leggi con la giustificazione di “contenere” il rischio derivante dalla presenza nel territorio di persone in uscita dal “permesso umanitario” che, è bene ribadirlo, non è stato mai in grado in tutti questi anni di distinguere i rifugiati dai migranti economici i cui flussi devono essere controllati.

Tutti i territori e sopratutto le fasce più deboli della popolazione hanno sofferto e continueranno ancora a soffrire delle criticità dovute a questa accoglienza e alla totale assenza fino ad oggi di strumenti adeguati per concorrere all’attuazione del rispetto delle regole anche nei confronti di chi delinque. La distanza con necessità e esigenze dei cittadini viene nuovamente messa nero su bianco. Mi riferisco alle emergenze con i quali i sindaci si scontrano ogni giorno per la messa in sicurezza di territori, strade, scuole cercando di offrire alle proprie comunità servizi qualitativi stando attenti ai costi. Come al solito, si assiste all’ennesimo atto dei vertici regionali, in cui è importante solo contrastare politicamente il Governo assicurando a tutti gli stranieri presenti nel territorio toscano, a prescindere dal permesso di soggiorno, l'accesso a tutti i servizi sanitari e socio-assistenziali, compresi quelli che sono in sistemazioni temporanee di accoglienza.

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Queste sono le priorità da parte di chi sta amministrando la nostra Regione in confronto a cittadini italiani che smettono di curarsi perché spesso hanno difficoltà economiche; liste di attesa per la diagnostica strumentale che non si riesce ad abbattere malgrado ripetuti annunci; ospedali con gravi carenze di personale medico e infermieristico. Con una sanità toscana che perde posizioni rispetto ad altre regioni sulla qualità dei livelli essenziali di assistenza (lea) a conferma di una rete territoriale che non sta dando risultati, la pronta risposta è quella di elargire l'assistenza sanitaria e sociale ai migranti, con ricadute così nette sulle amministrazioni locali e sulla popolazione. E’ palese che ormai si difendano solo interessi di parte; certamente non quelli delle fasce più deboli delle cittadinanza”.

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