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Ospedale del Valdarno, Chiassai polemizza: "Se ne torna a parlare solo in campagna elettorale"

Il sindaco di Montevarchi: "Il presidente Chienni si risveglia all'improvviso, dopo mesi di silenzio sulla classificazione e sul futuro della Gruccia"

“Dopo un anno di silenzi e di risposte mai date - dichiara il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini - vedo un risveglio improvviso da parte del presidente della Conferenza dei Sindaci riguardo alle tematiche del nostro ospedale. Vista l’impossibilità di arrivare a soluzioni concrete sui tavoli istituzionali della Regione, solo in campagna elettorale è tornato ad occuparsi di sanità. Sarebbe stato più opportuno e rispettoso per la comunità che lo avesse fatto anche nei mesi scorsi, dando seguito alle molte richieste presentate sul futuro sanitario del Valdarno, invece di assecondare la latitanza dell’assessore Saccardi che tace in maniera preoccupante sulle prospettive dell’ospedale. Ho il sospetto che si usi la sanità come argomento di propaganda individuale senza preoccuparsi che il nostro territorio, dopo l’occasione mancata e il fallimento politico di costituire un distretto sanitario unico, non possa più permettersi passi falsi in quanto il rischio concreto è il declassamento o depotenziamento dei servizi ospedalieri.

Ancora stiamo aspettando che la Regione batta un colpo sulla classificazione della Gruccia come presidio ospedaliero di primo livello non rispettando un impegno preso, proprio alla presenza di Chienni. A marzo dell’anno scorso, veniva approvata in consiglio regionale una mozione per procedere, in sede di revisione del piano sanitario regionale, all’individuazione di una nuova tipologia e organizzazione dei presidi ospedalieri che, nell’ambito dell’emergenza urgenza, potessero rispondere alle esigenze di un “bacino di utenza” spalmato su più aree vaste, tenendo in considerazione il numero di accessi per emergenza urgenza. E’ il caso dell’ospedale della Gruccia che con circa 40mila accessi all’anno al pronto soccorso risulta ancora classificato come struttura “di base” e non di “primo livello” avendo tuttavia specializzazioni superiori e risultando attrattiva per un’utenza che supera i confini del Valdarno.

Ciò comporta, come ho più volte ribadito, che in assenza di un riconoscimento adeguato, la grande professionalità e il lavoro quotidiano di medici, infermieri, operatori, non bastino più alla salvaguardia e allo sviluppo del nostro ospedale. Solo con l’ottenimento di questa classificazione potremmo stare più tranquilli, potendo contare su risorse certe e sulla dotazione di quel personale necessario e di cui ancora siamo carenti. L’attrattiva e l’efficienza della Gruccia deve essere formalizzata. In caso contrario, si fanno chiacchiere poco proficue e funzionali al mantenimento dei servizi sul territorio a tutela soprattutto delle fasce più deboli della popolazione”.

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