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Montevarchi, la giunta su questione antistadio: “L’opposizione ha la memoria corta”

“I consiglieri dell’opposizione, Ricci e Grasso, fanno oggi la morale politica sulla cessione dell’antistadio e muovono rimproveri all’attuale amministrazione. Ciò, in questi primi quattro mesi di mandato, è sintomo di corta memoria. Occorre...

Montevarchi - Cassero-2

“I consiglieri dell’opposizione, Ricci e Grasso, fanno oggi la morale politica sulla cessione dell’antistadio e muovono rimproveri all’attuale amministrazione. Ciò, in questi primi quattro mesi di mandato, è sintomo di corta memoria. Occorre ricordare i fatti. In data 30 dicembre 2008, il consiglio comunale approvò a maggioranza l’inserimento dell’antistadio nel piano delle alienazioni, dichiarandolo non più strumentale ai fini istituzionali dell’Ente. Il consigliere Ricci che era in maggioranza, votò a favore dell’alienazione, e contrario agli emendamenti dell’allora opposizione che cercava di salvare il salvabile.

In data 29 aprile 2011 fu emesso il provvedimento dirigenziale n. 635 nel quale si approvava il progetto PIUSS della “Bottega in piazza”, “Sferisterio” e “Nuovo impianto sportivo a Levanella” che prevedeva, come parziale corrispettivo a compenso dell’appalto, la cessione anche dell’antistadio. Non ricordiamo alcun intervento del consigliere Ricci per bloccare l’operazione.

Il Consigliere Grasso, ex sindaco, reiterò il suddetto bando dopo che la gara era andata deserta. Fece poi quanto in suo potere per far naufragare il referendum promosso dai cittadini per conservare al patrimonio comunale l’antistadio. Non ci ricordiamo neppure che il Consigliere Ricci fosse tra i promotori e raccoglitori delle firme. Ma c’è ancora di più.

L’antistadio, giusta l’offerta formulata in fase di gara dall’appaltatore aggiudicatario, vale ben oltre un milione di euro. In campagna elettorale abbiamo dichiarato che avremmo valutato la possibilità di riuscire a conservare la proprietà dell’antistadio. Abbiamo mantenuto fede a quella dichiarazione: e’ stato proposto, in tre diversi incontri, all’appaltatore di valutare l’allocazione della SLU caricata sull’antistadio ipotizzando due diverse soluzioni propedeutiche all’eventuale sottoposizione agli organi competenti della legittimità delle opzioni alternative. L’appaltatore non si è dichiarato disponibile ad alcuna alternativa.

Qualora tale iter amministrativo avesse ottenuto i placet di legittimità e di procedibilità, c’era l’eventualità della remunerazione della SLU, che non è stata presa in considerazione dall’amministrazione alla luce della indisponibilità di risorse. E lo spieghiamo ancora: dal primo giorno di mandato è subito emerso un debito fuori bilancio per la mancata cessione della ex colonia fluviale, incardinato in una causa che vede il Comune impegnato con l’annullamento dell’atto di vendita dell’immobile SIT per un valore di 180.000 euro, più 12 anni di locazione, nonché una causa che vale oltre 400.000 euro, ai quali il Comune ha dovuto far fronte, a seguito di ricorsi su procedure espropriative condotte dalla Valdarno Sviluppo. Chi può dare spiegazioni più esaustive dell’ex sindaco Grasso, durante il cui mandato la causa della ex colonia e del SIT hanno ha avuto avvio, e del consigliere Ricci per lunghi anni al vertice della Valdarno Sviluppo?

Se i consiglieri in questione hanno una proposta per mantenere l’antistadio al patrimonio comunale l’avanzino nelle sedi istituzionali, saremo ben felici di accoglierla e di concretizzarla.

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