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"Giù le mani dal Mochi", cresce la mobilitazione in difesa dell'istituto comprensivo

Striscioni ai balconi e manifesti dei cittadini e degli studenti che non vogliono rinunciare al loro istituto comprensivo che fino ad ora conteneva anche i ragazzi di Ponticino e Laterina

Striscioni ai balconi in giro per Montevarchi e manifesti che si diffondono sempre di più. Sale la mobilitazione in Valdarno per difendere l'istituto comprensivo Mochi che fino ad ora comprendeva le scuole di Levane, Levanella, Ponticino e Laterina, ma che vedrebbe venire meno 300 studenti circa, con la decisione di spostamento di questi ultimi due presso l'istituto comprensivo di Bucine.

La decisione del comine di Laterina Pergine ha trovato la contrarietà del sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai che ha fatto appello alla Regione.

Mi sto mobilitando, insieme alla comunità scolastica dell’Istituto comprensivo Mochi, a seguito della modalità proposta dal Comune di Laterina Pergine di unificarsi con il comprensivo di Bucine provocando anche il passaggio di circa 350 studenti frequentanti il Mochi. Ho chiesto alla Regione la proroga di una settimana, almeno fino al 28 ottobre, per l’inserimento nel formulario regionale delle richieste della zona Valdarno circa il dimensionamento delle istituzioni scolastiche e la programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2020-2021 Con i rappresentanti della comunità scolastica dell’istituto comprensivo Mochi: la Dirigente Riccarda Garra, i collaboratori, la Presidente del Consiglio d’Istituto Mariangela Marini, i rappresentanti dei genitori e il referenti di Plesso del Corpo Docenti, abbiamo condannato all’unisono la modalità con la quale è stata presentata la proposta

Rimango perplessa, insieme a tutte le rappresentanze scolastiche del Mochi, dal comportamento tenuto dal Comune di Laterina Pergine, che ha preso la decisione politica di trasferire gli alunni su Bucine senza neppure interpellare il Comune di Montevarchi, dimostrando una mancanza di rispetto istituzionale non considerando le ripercussioni che tale scelta avrebbe provocato. Lo stesso è avvenuto nei confronti dei Dirigenti scolastici, dove proprio nella riunione di lunedì scorso, 14 ottobre, era stato messo a verbale la condivisione di prendere un tempo utile, di circa tre anni, per valutare la scelta migliore da compiere e da effettuare, comunque, con un passaggio graduale in modo da non traumatizzare né il corpo docente, né le famiglie. In sede di Conferenza dei Sindaci, la proposta categorica di trasferire gli alunni sul comprensivo di Bucine senza rispettare le modalità espresse e concordate, pochi giorni prima, con i Dirigenti scolastici.

Qui non si tratta semplicemente di muovere delle pedine su di una scacchiera; stiamo condizionando il futuro lavorativo degli insegnanti, la programmazione dell’offerta formativa, l’organizzazione delle famiglie e dei ragazzi che improvvisamente dovrebbero effettuare scelte diverse. E’ inaccettabile che una decisione così importante venga presa in maniera unilaterale da un Comune non rispettando le Istituzioni, né gli stessi Dirigenti scolastici che sanno come gestire un cambiamento. Mi auguro che la Regione comprenda la delicatezza della questione e accordi la proroga in modo da potere incontrare quanto prima i Sindaci di Laterina Pergine, di Bucine, insieme al Provveditore, che si è reso disponibile, e ai Dirigenti scolastici, per un confronto che sia più puntuale e il più collegiale possibile

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