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Giacomo Termine: "I sindaci di Arezzo e Montevarchi mentono ai cittadini per un calcolo politico"

“Sono rimasto francamente stupito dalle dichiarazioni dei sindaci di Arezzo e Montevarchi sull’approvazione del Piano di Area vasta sanitario. Tra tutti i concetti che hanno espresso, nessuno risponde a verità”. Il presidente della Conferenza...

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“Sono rimasto francamente stupito dalle dichiarazioni dei sindaci di Arezzo e Montevarchi sull’approvazione del Piano di Area vasta sanitario. Tra tutti i concetti che hanno espresso, nessuno risponde a verità”.

Il presidente della Conferenza dei sindaci della Usl Toscana sud est, Giacomo Termine, interviene in merito alle affermazioni dei sindaci di Arezzo e di Montevarchi sull’approvazione del Piano di Area vasta (PAV), avvenuta nei giorni scorsi.

“Nonostante i tempi ristretti, infatti, abbiamo fatto il possibile – spiega Termine – affinché in tutti i territori delle ex Asl venissero fatti i passaggi per la presentazione del Piano. Il Sindaco Ghinelli, nonostante le mie sollecitazioni, ha deliberatamente allungato i tempi per la presentazione del Piano nella zona aretina e, visto quanto ha affermato alla stampa, forse non ne ha nemmeno letto gli obiettivi. Il Piano, infatti, altro non è che un’analisi dei territori su cui sono delineati i macro obiettivi per la futura organizzazione aziendale.

La Regione – aggiunge Termine - non ha imposto assolutamente nulla. È a livello nazionale che vengono stabiliti i tempi per la programmazione, il non rispetto dei quali comporta un giudizio negativo sugli adempimenti di legge e la conseguente penalizzazione di milioni di euro. Per questo i sindaci, anche di Centrodestra, si sono espressi favorevolmente sul PAV con un forte apprezzamento per la qualità del lavoro svolto.

Quello che ancor di più dispiace è vedere come qualche amministratore di centrodestra, invece di dare un contributo al dibattito, cerchi solo l’alleanza strategica contro gli amministratori del centrosinistra. Si tutelano così gli interessi dei cittadini in un settore tanto delicato?

È bene che i cittadini sappiano che questo comportamento ostruzionistico non fa altro che allontanare il momento in cui verrà discusso il Piano attuativo locale, l’atto con cui gli amministratori decidono insieme all’Azienda che tipo di sanità avremo nei nostri territori.

Questo perché la tanto vituperata riforma sanitaria prevede che siano tutte le Zone-distretto ad approvare il Piano attuativo. Non solo, per la prima volta i sindaci dovranno anche approvare il piano attuativo dell’Azienda universitaria. Un bel cambio di passo. Se invece di speculare politicamente su queste situazioni si cominciasse a studiarle e ad avere un atteggiamento collaborativo – conclude Termine - riusciremo a costruire un sistema sanitario più efficiente. Ad ognuno la scelta fra le due opzioni”.

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