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Ospedale del Valdarno, Chiassai: "Sul primo livello il tempo dei silenzi deve finire"

Ordine del giorno in Consiglio comunale sul riconoscimento dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia come presidio di primo livello

Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini, ancora una volta “rompe il silenzio” del Valdarno sul riconoscimento dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia come presidio di primo livello, presentando un ordine del giorno in Consiglio comunale.

“Sull’Ospedale del Valdarno il tempo dei silenzi deve finire – afferma il sindaco Chiassai Martini - Serve subito una risposta per la salvaguardia della sanità nel territorio. Dopo gli impegni presi in questi anni in varie sedi istituzionali, le sollecitazioni, l’unanimità espressa dalla Conferenza dei Sindaci del Valdarno, la Regione non ha mai prodotto alcun atto sulla classificazione della Gruccia come presidio di primo livello. Con l’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale, torno a chiedere un mandato istituzionale forte per riconfermare l’obiettivo e per attivare la stessa Presidenza della Conferenza dei Sindaci ad avere una relazione ufficiale e dettagliata sul percorso avviato per il riconoscimento. Mi auguro che gli altri Comuni facciano lo stesso".

Secondo Chiassai, la classificazione di primo livello non è una banale “etichetta” per la Gruccia, ma è una necessità per tutelare le specializzazioni, i servizi, i posti letto, le professionalità nei reparti con risorse certe da mettere a budget . "Ricordo che a marzo del 2018, il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una mozione politicamente trasversale che avrebbe dovuto prevedere, nel nuovo Piano sanitario, significativi adeguamenti per la classificazione degli ospedali toscani con misure di potenziamento al fine di soddisfare i bisogni, soprattutto nell’ambito dell’emergenza e urgenza, in quei bacini di utenza ricadenti su più aree vaste. L’impegno interessava l’ospedale del Valdarno, ancora classificato come struttura ospedaliera “di base”, e non come ospedale “di primo livello”, sebbene siano presenti le specializzazioni indicate dalla legge e la capacità di servire proprio un’utenza in crescita sull’emergenza-urgenza, con circa 40mila accessi annui al Pronto Soccorso".

La Regione Toscana avrebbe dovuto avviare un percorso per valutare l’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia come presidio indispensabile dell’area vasta e con caratteristiche che lo potessero identificare come presidio di 1 livello, anche in virtù anche della sua collocazione “al confine” con più aree vaste. Invece, nell’indifferenza generale, si assiste purtroppo ad interventi di depotenziamento con le stesse modalità con cui si tolgono i petali ad una margherita, riscontrando nell’ospedale una cronica carenza di personale e molte criticità in quasi tutti i reparti, compreso l’Oncologia; il trasferimento dei servizi, l’assenza di un direttore di presidio dedicato e la mancanza di una manutenzione adeguata alla struttura che ne favorisce il degrado. Dobbiamo prendere atto che, se da Arezzo al Valdarno fiorentino, le Istituzioni si stanno muovendo in maniera corale nei confronti della Regione, mi chiedo il motivo per il quale il Valdarno stia ancora tergiversando sull’ottenimento della classificazione di primo livello per l’Ospedale della Gruccia, da considerare l’unica prospettiva certa per la sanità del territorio”.

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