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Chiassai: "88 casi di Coronavirus in Valdarno, è una settimana che chiedo mascherine per il personale sanitario"

Il sindaco di Montevarchi: "10 casi di positività all’ospedale del Valdarno, 4 nella casa della salute di Terranuova e, oggi, confermati ben 30 casi all’Rsa di Bucine, non si può più aspettare"

"È una settimana che chiedo mascherine e tamponi subito per tutto il personale sanitario e forze dell’ordine. Non si può più aspettare. Intanto le aziende del territorio hanno prodotto e regalato 3000 mascherine per la Gruccia”. 

Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini interviene in merito all'importante aumento di casi di Coronavirus In Valdarno, arrivati a 88, la metà 44 in ambito sanitario.

“La cronica mancanza di misure di protezioni individuali e di tamponi per il personale sanitario che sto denunciando insieme a sindacati e operatori da settimane – afferma il sindaco Chiassai Martini -  ha generato già 44 casi in ambito sanitario accertati nel territorio, 10 casi di positività all’ospedale del Valdarno, 4 nella casa della salute di Terranuova e, oggi, confermati ben 30 casi all’Rsa di Bucine, di cui 8 operatori e 22 degenti. Sono già a 88 i casi complessivi in Valdarno secondo gli ultimi dati ufficiali comunicati dalla Asl. I numeri in aumento sono molto preoccupanti per l’alto rischio di infezione in ambito sanitario nei confronti dei pazienti, assistiti e familiari, in una lotta continua contro il tempo che ancora non è stata affrontata in maniera incisiva. Gli operatori sanitari, naturalmente i più esposti al rischio, devono però continuare a lavorare anche dopo la prova del tampone negativo, il che non significa che nei giorni successivi non si possa manifestare la positività. In questo arco di tempo l’operatore non è in grado di tutelare né i suoi colleghi, né i pazienti, né tantomeno i suoi familiari. Per questo è indispensabile che nei loro riguardi vengano attivate tutte le procedure per la messa in sicurezza e la verifica della possibile positività con una ripetizione del tampone dopo pochi giorni, cosa che ancora non avviene.

In questa fase, è urgente e fondamentale assicurare a tutto il personale sanitario e alle forze dell’ordine mascherine e controlli attraverso i tamponi perché se non si non si agisce subito, si rischia inevitabilmente di alimentare la diffusione del virus tra i colleghi di lavoro fino alla possibile sospensione delle attività dei reparti, RSA  e caserme per contaminazione. Le aziende del territorio stanno lavorando in prima linea per la produzione di mascherine. Ne hanno già prodotte 3000 in una settimana, che abbiamo consegnato soprattutto a medici, infermieri e operatori sanitari dell’ospedale della Gruccia e alle forze dell’ordine, ma non solo, perché le richieste arrivano da tutto il Valdarno. Aspettiamo da una settimana i tamponi che il Presidente della Regione ha annunciato lunedì scorso, tramite canali di informazione nazionale, di cui non c’è traccia e che sono urgenti. Queste sono le priorità che non possono più aspettare. Il territorio si sta adoperando per dare un grosso aiuto, ma occorre in primis un’organizzazione puntuale della Regione e della Asl che ancora manca, affinché si attui finalmente un sistema di prevenzione e di indagine che sia efficace e che non può basarsi  solo sull’impegno dei Sindaci e sulla straordinaria generosità delle imprese per la produzione di mascherine.

Mi preme ringraziare queste aziende per quello che stanno facendo, per la loro solidarietà ed eroismo dimostrato: l’azienda Mantegari di Mantegari Stefano che ha avuto l’idea e tutte le altre che si sono subito messe a disposizione lavorando anche sabato e domenica, Pagni Estetica, Matteini Centro Acquisti per Parrucchieri, Aris Srl, G.A. Service Srl, Calzaturificio Sicla, Cartapiù, Confezioni Bilò, Gragnoli Maria Rosa Merceria, Omnia Sas di Baggio catena & co., Borsetteria White, Calzaturificio Carol, Calzaturificio Chacà.

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Per loro ho già richiesto al Prefetto di ottenere una deroga per continuare l’attività di produzione delle mascherine considerando il servizio indispensabile che stanno instancabilmente donando alla comunità, altrimenti in seguito al nuovo DPCM dovrebbero sospendere la produzione con grandi conseguenze per la sicurezza degli operatori sanitari in primis”.

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